I SEGRETI PER UN TUMMY TIME DA CAMPIONI

I SEGRETI PER UN TUMMY TIME DA CAMPIONI

lORENZO RIVA- OSTEOPATA PEDIATRICO

I SEGRETI PER UN TUMMY TIME DA CAMPIONI

Se sei un neo-genitore, avrai sentito parlare del tummy time. Di cosa si tratta?

“Tummy” in inglese vuol dire pancia, ed infatti tummy time significa letteralmente “tempo sulla pancia”; sta ad indicare i momenti della giornata che i neonati passano “a pancia in giù”, giocando e rinforzando i loro muscoli.

Dal punto di vista degli specialisti dello sviluppo neuropsicomotorio, questo termine assume un significato più ampio e di grande valore; ogni momento dedicato al gioco, alla scoperta attraverso i 5 sensi e all’esplorazione dello spazio circostante viene considerato “tummy time”e, quindi, crescita.

Purtroppo le informazioni che i neogenitori ricevono riguardo le tappe motorie e come raggiungerle sono poche e spesso non corrette, influenzate da vecchie credenze e soprattutto dal marketing molto efficace delle aziende che pubblicizzano giochi e prodotti per bambini, non sempre amici del loro sviluppo.

Andiamo a scoprire insieme quali sono i tre segreti per un tummy time da campioni, la ricetta che assicuri al tuo bambino di acquisire nuove competenze giorno dopo giorno.

Il primo ingrediente è la libertà; libertà che deve essere intesa innanzitutto come gioco libero. Libero da restrizioni, che possono essere sia vestitini belli ma scomodi, sia “strumenti” come il box o il girello che limitano il bambino nella sua mobilità. Se messi nelle condizioni di esplorare le loro capacità, i neonati ci stupiranno per la loro capacità e velocità di apprendimento.

Bastano un tappetone, pochi giochi specifici per la loro età e la presenza di mamma e papà: ecco che da “palestra” il tummy time diventa divertimento!

Tra gli strumenti più limitanti e dannosi per il bambino, segnalo il girello. Un “gioco” che è addirittura vietato in alcuni Paesi come il Canada ma che purtroppo è ancora molto diffuso in Italia.

L’esplorazione sensoriale è il secondo ingrediente. I bambini imparano tantissimo grazie ai 5 sensi, fin dalla pancia della mamma. L’udito è il primo senso a svilupparsi, seguito dal tatto.

Proprio quest’ultimo ricopre un ruolo fondamentale nell’apprendimento del bambino; dal terzo mese, il tuo bambino impara ad afferrare alcuni oggetti e a portarli in bocca. Sai perchè?

Perchè le labbra e il cavo orale sono aree ricchi di recettori tattili: con la “fase orale” impara a conoscere gli oggetti che lo circondano, le loro forme e consistenze, e persino il proprio corpo. Infatti, la scoperta tramite i sensi non serve solo a scoprire l’ambiente circostante ma anche a sviluppare la “percezione di sé” o “propriocezione”, alla base della coordinazione motoria.

Dai 6-9 mesi in poi, le attività diventeranno multisensoriali, andando a stimolare contemporaneamente più sensi per elevare alla massima potenza l’effetto sul neurosviluppo.

Sbizzarritevi con push-pop, acqua, tempere atossiche, sacchetti sensoriali e acquafaba colorata. Le possibilità sono infinite e ne gioverà anche la fantasia di vostro figlio!

Ultimo ingrediente ma non meno importante è la conquista graduale e autonoma. Sebbene le tappe motorie riportate dalla maggior parte delle tabelle siano indicative, è importante che il bambino rispetti all’incirca quelle tempistiche. Come meritano attenzione i ritardi, così anche le tappe anticipate, soprattutto quando la precocità non è dettata dal bambino che raggiunge quella tappa da solo durante il gioco libero. Un esempio? La posizione seduta.

La posizione seduta viene raggiunta in autonomia intorno ai 9 mesi circa, parallelamente all’inizio del gattonamento. Un errore che molti genitori fanno (perchè non correttamente informati) è quello di lasciare il bambino giocare da seduto fin dal sesto mese o prima; così facendo, la tappa verrà anticipata e il bambino striscerà e gattonerà con più difficoltà, perché meno stimolato a raggiungere oggetti lontani. Inoltre, la colonna vertebrale non è ancora pronta a sostenere la forza di gravità.

La conquista autonoma ha un riflesso importante anche sulla sfera emotiva.

Fin dai primi mesi, è importante che il bambino affronti e impari a gestire momenti di frustrazione, in cui non riesce a fare ciò che vorrebbe. Con il vostro supporto supererà i primi, dopodichè ogni caduta diventerà solo un intermezzo verso un nuovo tentativo.

Immaginando il percorso di sviluppo psicomotorio come un fiaba, i genitori dovrebbero ricoprire il ruolo dell’aiutante: sempre al fianco del protagonista, senza mai rubargli la scena. Il bambino è l’eroe del percorso di sviluppo, colui che raggiungerà ogni tappa con ingegno e anche una buona dose di fatica. Il vostro compito è di metterlo nelle migliori condizioni per raggiungere questi traguardi, creando un ambiente di gioco stimolante e sicuro, osservando i suoi progressi e le sue difficoltà, intervenendo solo se queste si fanno eccessive.

Anche se questa precoce autonomia vi spaventa e vi potrà sembrare eccessiva, il vostro bambino ne gioverà sia dal punto di vista motorio che soprattutto cognitivo; in poco tempo diventerà indipendente, coordinato e maturo anche nel saper riconoscere e gestire le sue emozioni.

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