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Etichette nutrizionali, come orientarsi?

Etichette nutrizionali, come orientarsi?

la dr.ssa beatrice nicolosi, Biologa e Nutrizionista, ci svela alcune tips per compiere una scelta alimentare consapevole, a partire dal supermercato
  • Etichette nutrizionali- quanto ne sappiamo a riguardo?
  •  Lista ingredienti- attenzione alla lunghezza
  • Sale, le sue concentrazioni ci aiutano nella (non) scelta dei prodotti
  • Scaffali del supermercato- occhio anche a quelli non altezza uomo!

Dr.ssa Nicolosi, iniziamo dal principio: svisceriamo la definizione delle famosissime etichette nutrizionali!

«L’etichetta nutrizionale è definita come “l‘insieme delle menzioni, delle indicazioni e dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono ad un prodotto alimentare e che figura direttamente sull’imballaggio o sulla confezione o su una etichetta appostavi o sui documenti di trasporto“.

 

Rappresenta dunque una vera e propria carta d’identità del prodotto alimentare; grazie alla quale possiamo conoscere gli ingredienti del prodotto, la dichiarazione nutrizionale, la presenza di eventuali allergizzanti ecc.

Saper quindi leggere l’etichetta nutrizionale significa fare scelte consapevoli, sapendo scegliere tra prodotti apparentemente uguali ma profondamente diversi.»

Cosa c’è da sapere sulla lista degli ingredienti?

«Innanzitutto, un facile parametro di qualità di un qualsiasi prodotto elaborato e confezionato, quindi non di alimenti tal quali, è proprio la lunghezza della lista degli ingredienti: tanto più corta sarà questa, tanto meno ingredienti saranno utilizzati e, di conseguenza,  meno il prodotto sarà processato, elaborato, ricco di olii, addensanti e conservanti.

Inoltre, gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità quindi il primo ingrediente sarà quello maggiormente presente nel prodotto per arrivare all’ultimo ingrediente che sarà quello rappresentato in proporzione minore nel prodotto. »

Quali sono le certificazioni di qualità a cui far riferimento?

«La qualità degli alimenti viene valorizzata elencando le proprietà nutrizionali mediante dei claims regolati dal Reg 1169/2011 come ad esempio “ad alto contenuto di fibre” e pubblicizzando la natura e l’origine dei suoi ingredienti.

Inoltre, per i prodotti alimentari che soddisfanno determinati requisiti ben stabiliti dal disciplinare di produzione del prodotto stesso, vengono attribuiti bollini di certificazione come DOP, IGP, STG che sono anch’essi sinonimo di qualità.»

Dichiarazione nutrizionale, di cosa si tratta, nello specifico?

«Avere un’educazione alimentare di base è quello che permette di scegliere consapevolmente un prodotto rispetto ad un altro, in base al quantitativo di fibre, di zuccheri, di acidi grassi trans ecc.

Non tutti però conoscono il ruolo nocivo dei grassi trans o l’effetto benefico della fibra.

Sicuramente tutti però conoscono l’effetto nocivo del sale. Può essere infatti un importante campanello di allarme che ci fa decidere di non scegliere un determinato prodotto alimentare.

Il sale non va demonizzato ma elevate concentrazioni sulla dichiarazione alimentare (e quindi su 100 g di prodotto), ci devono far desistere dall’acquistarlo. »

 

Dr.ssa Nicolosi, ci sono tecniche marketing particolari anche dietro la vendita dei prodotti alimentari?

«Il team marketing delle aziende alimentari ne sa una più del diavolo, ed ogni giorno escogitano nuove tecniche per catturare l’attenzione del consumatore quando passa davanti ad uno scaffale.

Dai colori del packaging, agli slogan, alle campagne pubblicitarie, ai riferimenti ambigui, alle confezioni strambe.

Tutto, purché se ne parli…e lo si compri!»

Ci svela qualche tip per non farci trarre in inganno?

«Oltre a leggere sempre l’etichetta nutrizionale, non bisogna focalizzarsi, o meglio non solo, sui prodotti che troviamo all’altezza del nostro sguardo su uno scaffale, in un supermercato.

Infatti, guardando più in basso o più in alto, troveremo prodotti di egual qualità o valore, ma tendenzialmente più economici.

Questo perché chi organizza gli scaffali di un supermercato, ed ha tutte le intenzioni di vendere di più un prodotto piuttosto che un altro, sa benissimo che lo sguardo del consumatore verrà catturato da quello che si trova all’altezza del tuo naso. Ecco perché guardare meglio e confrontare i prodotti anche ad altezza mezzo busto, può essere una mossa corretta per la nostra salute e per il nostro portafogli.

Anche la confezione può fuorviare e farci prediligere un prodotto piuttosto che un altro.

Prendendo come esempio due tavolette di cioccolato, può capitare che quella con le dimensioni maggiori abbia al suo interno un contenuto inferiore di cioccolato (in g di prodotto) rispetto ad quella “più compatta”. Il mio consiglio è quello di controllare sempre bene il peso e, per i prodotti in scatola, il peso netto.»

Grazie Dr.ssa per le sue preziose informazioni! Ricordo che potete trovare la dr.ssa Beatrice Nicolosi cliccando qui.

Affidatevi sempre ai professionisti!

A presto,

Francesca

 

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